Da mercoledì 22 aprile a venerdì 24 aprile: festa della Conversione di Sant’Agostino, in preparazione della Visita Apostolica di Papa Leone XIV. Il programma prevede un itinerario scandito dalla preghiera e dall’ascolto. Mercoledì 22 aprile la giornata si apre alle 9 con la concelebrazione eucaristica; alle 18 segue il canto dei Vespri, alle 18.30 la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da monsignor Giancarlo Dellagiovanna, Nunzio Apostolico in Burkina Faso. Al termine ci sarà la solenne apertura dell’urna e l’esposizione delle reliquie di Sant’Agostino sull’altare dell’Arca. Giovedì 23 aprile, vigilia della Conversione, dopo la concelebrazione eucaristica delle 9, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 17 sono previsti brevi momenti di preghiera e di riflessione con testi agostiniani intorno all’arca di Sant’Agostino; alle 18.30 è prevista la concelebrazione eucaristica agostiniana presieduta da padre Gabriele Pedicino, Priore provinciale degli Agostiniani d’Italia. Venerdì 24 aprile ricorre la Festa della Conversione: alle 11 è prevista la celebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Giovanni Scanavino; dalle 17 alle 18 ci sarà l’adorazione eucaristica per le vocazioni agostiniane con il canto dei Vespri; alle 18.30 ci sarà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da Monsignor Corrado Sanguineti, Vescovo di Pavia. Al termine, le reliquie di Sant’Agostino vengono ricollocate nell’urna di Liutprando e riposte nell’Arca del Santo.

Come famiglia di fratelli e sorelle che condividono il patrimonio spirituale di Sant’Agostino, ci siamo riuniti ad Annaba, Algeria, nella Basilica della Pace (Basilica Pacis) dove Agostino stesso ha servito come vescovo. Abbiamo pregato con Papa Leone XIV, figlio di Agostino, che ci ha guidati nella preghiera e nell’Eucaristia, come ha fatto Agostino in questo luogo.
Siamo con Papa Leone nel suo ruolo di messaggero di pace. Il Santo Padre proclama Cristo e il suo messaggio vangelo di amore, perdono e unità. È il messaggio che porta vita, speranza e ordine in un mondo che così spesso trema di sofferenza, paura e conflitti. Sant’Agostino sapeva bene che “l’ordine dell’amore” è il nostro cammino verso la pace (virtus est ordo amoris). Solo amando prima Dio, e i nostri vicini come noi stessi, possiamo trovare ordine, pace e felicità.
Reverendo Joseph Farrell, OSA, Priore generale
